"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)

venerdì 22 agosto 2014

Riassumendo - Polpette di melanzane


La partenza si avvicina e oltre all'impazienza che la accompagna c'è, come sempre, un pizzico di malinconia dovuta, sostanzialmente, alla fine dell'estate.
Per la quale ancora mancherebbe un intero mese in realtà, ma sappiamo tutti che passato Ferragosto, Natale è dietro l'angolo.
Perchè abitare in un paesino di mare significa vederlo svuotare e riappropriarsene con sollievo ma anche con un filo di tristezza.
Perchè è vero che l'amato bene ancora deve cominciare le sue ferie, e arranca sull'orlo di una imminente crisi di nervi, ma è altrettanto vero invece che io me ne sto a casetta da oltre un mese.
E di cose ne ho fatte in tutto questo tempo!
Cose che, già lo so, ripensandoci mi mancheranno un sacco!

Fatto lunghissime passeggiate al mattino ammirando, rapita, sculture di sabbia simpatiche (con tanto di french manicure fatta di....telline!)

Divertenti
Minacciose

Rifatto lunghe passeggiate al tramonto guardando volare i kite

Sperimentato pure io l'ebrezza dei primi - e considerando i brillanti risultati di cui sotto penso anche gli ultimi -  selfie della mia vita, tanto per vedere l'effetto che fa e coinvolgendo, di volta in volta, rassegnati e accondiscendenti, fratello e marito...


(nel secondo caso almeno i tizi sulla maglietta dell'amato bene sono riuscita a centrali perfettamente...)
Creato composizioni di frutta seguendo l'esempio della fantastica donna di questo blog (con risultati nemmeno lontanamente paragonabili ai suoi, ma posso sempre migliorare...)


e poi dormito, cucinato, letto, cincischiato, parlato, ascoltato, scoperto, rivisto, ritrovato.
Ma soprattutto: mi sono conquistata, regalata, goduta del tempo tutto per me.

@@@@@@@

 Le polpette di melanzane si possono fare davvero in tanti modi, infatti ho trovato una caterva di ricette e mai una uguale! Questa di Simone Rugiati, per la pagina pubblicitaria di Coca Cola, mi ha colpita particolarmente soprattutto per il metodo di cottura della melanzana. A me l’idea di lessarla, anche solo per qualche minuto, proprio non andava giù. Cucinandola in padella, tipo a funghetto, avrei aggiunto altri grassi, insomma, mi fermavo all’inizio di tutta la faccenda e non mi decidevo mai a provarle. Finchè…

Ingredienti (per circa 25 polpette)
4 melanzane lunghe viola
3 uova
300 gr di pangrattato (pane raffermo tostato in forno e grattugiato)
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
Abbondante basilico o prezzemolo


Procedimento
Bucherellare le melanzane con una forchetta e avvolgerle una per una in un foglio di alluminio. Infornarle a 180° per circa 45 minuti – 1 ora, secondo la grandezza della melanzana: per verificarne la cottura basterà aprire leggermente il cartoccio e  infilzare una forchetta o uno spiedino: se non troverà resistenza, la melanzana è pronta! Togliere l’alluminio, aprire le melanzane a metà per il senso della lunghezza e ricavarne la polpa grattando anche la buccia (verrà tutto via in un attimo.


Anche se il passaggio seguente nella ricetta non era contemplato io ho messo la polpa in uno scolapasta e l’ho lasciata sgocciolare con l’aiuto di una ciotola piena d’acqua sopra, per pressarle meglio. Una volta fredda aggiungere le uova, il parmigiano, 200 gr di pangrattato e il basilico o il prezzemolo tritati.. 
aggiustare di sale e pepe, mescolare bene e mettere il composto a riposare in frigorifero per almeno un’ora. Trascorso questo tempo formare le polpette, passarle nel restante pangrattato e…
a questo punto si aprono 3 possibilità:
-friggerle in olio profondo (la morte loro)
-cuocerle in una padella antiaderente con un filo d’olio (quel che ho fatto io)
-infilarle in forno già caldo su placca rivestita di carta forno e leggermente oliata, a 180° per una ventina di minuti rigirandole, delicatamente, almeno una volta.




mercoledì 20 agosto 2014

Dai, facciamo una buca! - Insalata di ruote con zucchine, provola e speck



Arrivano in spiaggia già armati di paletta e secchiello.
Di quelli esagerati, vere e proprie palanche scintillanti e badili con gli adesivi dei supereroi ancora tutti attaccati.
Giusto il tempo di sfilarsi la maglietta e sono già sulla riva: ginocchia a terra, capo chino, schiena piegata, pronti a scavare.
Incuranti di mesi di inattività, età che avanza, piccoli dolori reumatici e scarso allenamento a stare in quella posizione che per ritirarli su ci vorrebbe una carrucola.
Sono i papà, finalmente in ferie, rigorosamente nelle due settimane centrali di agosto, new entry fra le facce ormai stranote della spiaggia libera.
Li riconosci subito per il carico di ombrellone, spiaggine, sacche mare, borsa frigo, canotto e pompa a pedale che si trascinano dietro (a volte figura anche un cucciolo di umano -il secondogenito- appeso al collo a completare l’insieme).
Per il colorito pallido tendente al bluastro a causa del reticolo venoso in rilievo.
(o al contrario per la pelle color liquirizia virante all’arancio, frutto di un anno di lampade - e gli aviator come cerchietto, casomai non fosse già abbastanza)
Per l’andatura spavalda con cui saltellano e ciabattano impazienti davanti ai primogeniti già annoiati da 2 mesi e passa di mare.
Per il vociare confuso ed eccitato con cui accompagnano il percorso dalla macchina alla postazione sulla sabbia.
Attori unici di una scena muta.
Muti i bambini
Mute le mamme-casalinghe (e babysitter e colf e animatrici), più spallate di loro, a chiudere la colonna.
La scena è tutta per loro.
E loro non deludono.
Un sommesso sospiro materno accompagna l’arrivo della combriccola a destinazione: a parte che oggi anziché due ne dovrà tenere a bada tre di infanti, deve preliminarmente intervenire a sbrigare tutta una serie di noiose pratiche perlopiù sconosciute all’uomo di casa, come spogliare i pargoli, fargli indossare il costume, spalmare loro la crema solare, mettere il cappellino, impartire regole basilari tipo non toccare l’acqua fino a che non ti do il permesso, che è ancora troppo fredda!
Ma già quest’ultimo passaggio è prontamente disatteso dall’aitante genitore maschio in persona che dalla riva, con i piedi lambiti da cristalli di ghiaccio, richiama a gran voce il pupo grande in barba a ogni prescrizione materna: “’namo, ancora lì stai? L’acqua è un brodo!!
Un compassionevole sguardo d’intesa attraversa mamma e bimbo mentre quest’ultimo viene spinto al sacrificio di quel giorno: fallo contento!
Dai, scaviamo una buca grandissima” incita il papà già con la testa in quella che di lì a poco diventerà una voragine, pericolosa per loro e per tutti gli altri bagnanti che dovessero trovarsi a transitare di lì, aggiungendo una prospettiva che lì, a un centimetro dalla riva, tanto allettante non appare: “così magari troviamo l’acqua!!”.
Il bimbo cerca ancora conforto nella mamma che lo incoraggia con un lieve cenno del capo, come a dire: “coraggio, questione di minuti: si stancherà presto”.
Allora, rassegnato, il bimbo (vero) si metterà a scavare anche lui.
O almeno tenterà.
Noooo, non così: si scava da questa parte, sennò la sabbia frana!!
E riprova
ma nooooo: prima devi fare un muretto contenitivo sennò arriva l’onda e butta giù tutto!
Allora il piccolo, frastornato e incerto, cercherà alla chetichella di sottrarsi a quei compiti di responsabilità, di un gioco non suo, afferrando una macchinina.
Ma non sa che qualsiasi gesto può essere di ispirazione per nuove avventure….
Sì dai, facciamo un castello intorno alla buca, con un parcheggio per le macchine!!!”
Nel frattempo altri bambini curiosi si avvicinano al capolavoro ingegneristico del fantasioso genitore.
E mentre il bimbo cercherà pure fra i suoi simili sguardi di appoggio e pacche di conforto, il papà non starà più nella pelle dalla gioia incontenibile di stringere nuove amicizie:
ohhhh un altro bambino!
Come ti chiami?
Dai a papà, saluta questo nuovo amichetto!
Vuoi giocare con noi?
E poi, come se qualcuno potesse mai essere colto da qualche dubbio, si affretta, tutto contento, a specificare:
Noi stiamo scavando una buca!!
Plurale maiestatis.
E quindi scava, riempie secchielli, li rovescia,  li riempie di nuovo;
prova rastrelli, formine, palette;
testa scavatrici, camion, pistole ad acqua.
Passa in rassegna interi set di passini, suoi e di altri piccoli vicini di ombrellone.
E quando proprio non ci sarà più nulla di nuovo da sperimentare, rivolgerà le sue attenzioni a tutto ciò che riguarda  il capitolo bagno.
Prenderà a gonfiare braccioli, ciambelle e canotti.
Del suo come di tutti gli altri bimbi lì riuniti.
Tirerà fuori dal cappello magico occhialini da piscina, pinne e boccagli.
Tavole da surf, materassini e copertoni di camion.
Tutto sempre continuando a incitare, richiamare, coinvolgere;
esortare, spronare, urlare a squarciagola.
Questo per la prima ora del primo giorno di vacanza.
Lo stop improvviso si ha generalmente dopo la prima pausa-sigaretta.
L’inversione di tendenza immediatamente dopo il primo smadonnamento per quel ginocchio dolorante, che ma com’è che me s’è incriccato?
Il ravvedimento totale dopo il primo respiro affannoso.
Ma a quel punto il bimbo (vero) ci ha quasi preso gusto, che tanto vale sfruttare la situazione a proprio favore.
Papà mi fai fare un tuffo? Mi fai saltare sui cavalloni? Mi costruisci una grotta per i dinosauri?
Sguardo atterrito, lingua penzoloni, colorito ancora più pallido che all’arrivo, copiosa e visibile sudorazione in atto
No, amore e mo basta, è tutta la mattina che ti sto dietro: ora vai a giocare con quel bambino lì, dai
È fatta.
Altro che tutta la mattina: è bastata un’oretta scarsa.
E il resto della vacanza sarà solo: sdraio, giornale, sigaretta, pennichelle.
Con il cerchio d’ombra a delimitare un territorio invalicabile.
Il silenzio sceso improvvisamente tutto intorno.
E buona pace, ritrovata, di moglie, bimbi e (soprattutto) vicini di ombrellone.

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Una pasta semplice, veloce e molto gustosa.
Con qualche piccole accortezza nella scelta degli ingredienti: prediligete zucchine molto piccole, più saporite e croccanti, possibilmente complete di fiore.
Usate basilico secco (anche se i vostri vasi in balcone in questo periodo traboccano di foglie e fiori profumati) che conferisce un aroma particolare a metà fra basilico e menta.
Grattugiate la provola, magari con la grattugia a fori larghi, anziché metterla a dadini. Sarà molto meno invadente e si armonizzerà meglio.
Gli ingredienti sono un po’ a occhio, cercando di bilanciare tutto senza che un sapore svetti sull’altro.
È stata il nostro fresco pranzo di Ferragosto insieme a prosciutto e melone, mozzarelline e…melanzane alla parmigiana di papà: unica concessione al peccaminoso ipercalorico, anche se lui le fa solo con sugo di basilico e tanto parmigiano, quindi frittura a parte…un peccato veniale!

Ingredienti (per 6 persone)
500 gr di pasta tipo ruote
10-15 (secondo la grandezza) zucchine romanesche con il fiore
4 fette di speck
Mezza provoletta affumicata
5-6 pomodori zatterini privati dei semi
2 spicchi d’aglio
Una spolverata di basilico secco
Un pizzico di peperoncino in polvere
Olio extravergine d’oliva
Sale
Una macinata di pepe nero finale

Procedimento
Lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolarla al dente, passarla sotto il getto dell’acqua fredda e sistemarla in un piatto da portata basso e largo, condita solo con un paio di cucchiai di olio extravergine d’oliva, in modo che si raffreddi per bene.
Nel frattempo preparare le zucchine. Lavarle, mondarle e metterle in un largo tegame insieme a: aglio, una generosa manciata di basilico secco, peperoncino, sale, un filo d’olio e mezzo bicchiere d’acqua.
 Tutto a crudo, una cottura veloce a fiamma alta e solo per qualche minuto (le zucchine dovranno rimanere sode e croccanti, senza disfarsi, tenendo conto che la cottura proseguirà anche una volta spento il fuoco), giusto il tempo che venga assorbita tutta l’acqua, mescolando di tanto in tanto.
Poco prima di spegnare aggiungere i fiori spezzettati grossolanamente con le mani e una volta spento il fuoco unire anche lo speck tagliato a striscioline.
Lasciare raffreddare il tutto.
Lavare i pomodorini, privarli dei semi e tagliarli a piccoli cubetti mettendoli a scolare.
Quando tutto sarà ben freddo unirlo alla pasta, condire con olio extravergine a crudo, mescolando bene, e terminare con la provola grattugiata e una spolverata di pepe appena macinato.

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