"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)

mercoledì 1 ottobre 2014

I Ponti dei miei viaggi

Non ho avuto molto tempo per pensarci questo mese, allora sono andata (quasi) d’istinto.
Mi sono venuti in mente subito New York e San Francisco, naturalmente.
Ma anche Spoleto e Dubai, per non tacere di quello strapiombo sul Grand Canyon con pavimento di vetro, passando per la Grande Muraglia.
In questa macedonia però, un unica certezza: la scelta, purtroppo o per fortuna, è come sempre ridotta a 3 (e meno male!!).
Anzi, in realtà si possono anche fare più post, ma il limite è sempre quello delle 3 foto e tutto entro il 5 ottobre.
Il punto di riferimento della rubrica Il senso dei miei Viaggi questo mese è Alessandra, del blog Fiori e Vecchie pezze, che ha ideato questo bel tema!

Ed ecco i miei ponti:

1)      Il Ponte di accesso al Kruger National Park in Sudafrica, quello lungo in quale ci si mette in fila per sbrigare la formalità di ingresso e che fa già presagire tutte le emozioni e le suggestioni che si vivranno di lì a poco. Basta affacciarsi e aguzzare la vista: gli elefanti si incontrano anche lì, già prima di entrare, ed è subito incanto.



2)      Uno dei tanti ponti di cui è disseminato l’immenso Palazzo d’estate a Pechino, dove la corte imperiale trovava rifugio dalla calura estiva della città. Sconfinato complesso di templi, pagode, padiglioni, ponti e corridoi che si snodano intorno al Lago Kunmìng. Di ponti ce ne sono moltissimi e di tutti i tipi, alti, altissimi, grandi, piccoli, sormontati di pagode e perfino uno a 17 archi!


3)      I ponti coloratissimi di Plaza de Espana a Siviglia. Azulejos, laterizi, pietra: tutto concorre all’eleganza di questi ponti che scavalcano specchi d’acqua restituendo un colpo d’occhio davvero pieno di fascino.


 Le tre foto partecipano a Il Senso dei miei Viaggi, 
ospitato questo mese dal blog





lunedì 29 settembre 2014

StagioniAMO...il Contest!


Squillino le trombe, rullino i tamburi...
Signore e Signori,
siamo liete di annunciare il primo Contest della Rubrica StagioniAMO!
Nata da 4 mesi, cresciuta con un seguito sempre più largo, evolutasi nella versione facebookiana, con una pagina interamente dedicata a lei, la nostra rubrica si apre ora al rutilante mondo delle gare e dei premi che vedrà protagoniste le VOSTRE ricette, tutte quelle che avrete voglia di mandarci, spaziando dall'antipasto al dolce, e che abbiano come protagonisti due degli ingredienti principali di questa stagione:

Noci e Nocciole

Pronti a sfidarvi a colpi di ricette?! Allora preparate caccavelle, schiaccianoci, stampi e tegami; accendete forni e fornelli; allestiste set fotografici, prendete nota di ogni mossa e create la vostra ricetta!
Poi leggete qua sotto le regole per partecipare e...accorrete numerosi!!!!


TUTTO QUELLO CHE SERVE SAPERE PER PARTECIPARE AL CONTEST:

- Ingredienti protagonisti: noci e nocciole.

- Il contest prevede 4 categorie, come i menù che noi vi presentiamo ogni mese: Antipasto, Primo, Secondo, Dolce.

- Si può partecipare con una ricetta per categoria, per un totale quindi di 4 ricette, così da far scatenare la vostra fantasia dall'antipasto al dolce!

- Si può partecipare solo con ricette inedite.

- Può partecipare anche chi non ha un blog, inviando la ricetta corredata di foto a: stagioniamo.it@gmail.com , specificando nell'oggetto la categoria prescelta.

- Ognuna di noi 4 blogger si occuperà di una sola categoria, quindi lasciate un commento con link alla vostra ricetta rispettivamente da: 


   Marzia - Coffee & Mattarello per gli antipasti
   Federica - Caffé Babilonia per i primi
   Luna - Pizza, Fichi e Zighini per i secondi (sotto questo post!)
   Terry - Crumpets & co. per i dolci

(cliccate sul nome del blog per accedere al post dove linkare)

- Quando postate la ricetta unite anche il logo del contest che potete prelevare da questa pagina.

- Il contest scade il 30 novembre.

- Ci saranno 4 vincitrici, una per categoria.

- Ognuna di noi 4 decreterà la vincitrice della propria categoria, adottando come criteri di valutazione: originalità, presentazione, fattibilità.



COSA SI VINCE?? 

Per le 4 vincitrici ci saranno in palio due premi:

  - una copia del libro "L'Almanacco in cucina: le stagioni raccontate attraverso i prodotti della terra", di Gualtiero Marchesi

  - la possibilità di sostituire una di noi,  a rotazione, nella creazione di una ricetta per i nostri menù mensili con ingredienti di stagione.


VI ASPETTIAMO!!!

giovedì 25 settembre 2014

Atene: un po’ Istanbul, un po’ Palermo...con un tocco di New York!


Un po’ paese un po’ città, un po’ vecchia un po’...vecchissima.
Caotica e amena, ristrutturata e fatiscente, accogliente e inospitale, bellissima e veramente brutta: Atene è tutto questo e molto di più.

Di certo è quanto di più diverso ci si aspetterebbe da una capitale europea.

A cominciare dai negozi chiusi di domenica, tutti, centri commerciali compresi.
Proseguendo con la coreografica cerimonia del cambio della guardia davanti al Parlamento a ogni ora, cui non ci si stancherebbe mai di assistere.

Io, perlomeno, sono tornata più di una volta, durante i cinque giorni di permanenza nella città, a guardarla, 

affascinata da tutto il rigido e un po’ strambo protocollo

 che impone movenze buffe 

e divieti assoluti.

Finita la coreografia si puo’ andare, uno alla volta, a posare per una foto ricordo accanto al militare sotto la garitta, ma guai a toccarlo, rivolgergli la parola o avvicinarsi troppo: lui non può muoversi, ma sbatterà il calcio del fucile a terra per richiamare l’attenzione di una terza guardia che riporterà all’ordine il trasgressore.
Il cerimoniale del cambio della guardia fa di Atene, insieme a tante altre caratteristiche, una città proprio strana.

Unica nel suo genere e per questo assolutamente affascinante.

Piacevolissima da girare a piedi, anche grazie a un’ampia isola pedonale che congiunge i siti più importanti.

Il mercato del pesce come la Vucciria palermitana.


I venditori di frutta secca, olive e spezie come il bazar nela nella metropoli turca.




Il tocco giallo dei taxi come nella megalopoli americana.

Mentre per il resto è solo e soltanto Atene: distesa interminabile di costruzioni bianche che sembrano buttate a casaccio dentro una conca protesa verso il mare.

Le vestigia del passato che spuntano ad ogni angolo.

Muri che trasudano storia, fascino, intensità.


La collina dell’Acropoli a dominare su tutto, visibile praticamente da ogni luogo.

Il suo perimetro come un piccolo paesino fuori dal mondo, 


fatto di piccole case che si arrampicano sul promontorio, scorci che regalano panorami inconsueti e quasi segreti.
Resti e rovine, esattamente come a Roma, che spuntano come funghi in ogni anfratto

 e dislocate perfino sotto le stazioni della metropolitana.

Musei da perdercisi dentro, 






belli già da fuori, 

indimenticabili per i contenuti



Luoghi universalmente noti e altri per così dire di nicchia, a torto meno conosciuti come il Panathinaiko, stadio storico (560 a.C.!!) 

unico al mondo costruito interamente con marmo pentelico, rimasto a lungo sepolto e dimenticato e  sede dei giochi panatenaici nell’antichità come di quelli olimpici del 2004!

Per il cibo nessun problema: molto street food, 

come da migliore tradizione greca, 

fra gyros pita e souvlaki ma anche tante taverne, piccoli locali nascosti, bar e caffetterie di ogni tipo.

E a parte le solite insalate, 

comunque degne di nota, mi sento di consigliare (avendolo testato ben più di una volta…) un positicino in cui gustare uno yogurt strepitoso, scegliendolo fra tre tipi: tradizionale, di capra e light e guarnendolo con marmellata, topping di vario genere o il classico miele e noci.

Fresko Yogurt Bar, Dionysiou Areopagitou 3

Oppure di lanciarsi all’assalto di piatti tipici scegliendoli direttamente da un vassoio in una taverna che è tutto un programma.

Gestione super familiare, nessun menu, ci si siede al tavolo e dopo un po’ arriva un cameriere con un vassoio composto di 18 piatti tra cui scegliere solo indicandoli (di quelli caldi prendono solo nota e li portano dopo un po’). I prezzi vanno dai 3 ai 6 euro, ma poi ci sono menu fissi come quello per due persone: 28 euro comprensivi di 5 piatti, bevande, pane, acqua e dessert. Simpatico e caratteristico già solo per l’andirivieni dei vassoi in questione.
 Scholarhio, Ouzerie Kouklis, Tripodon Street 14 (Plaka)

Sempre che prima di pranzo o di cena non ci si lasci tentare troppo dalle innumerevoli panetterie disseminate per la città e i cui profumi sono quanto di più irresistibile si possa immaginare.
Fiondatevi pure senza ritegno sui grissini ricoperti di sesamo, sul pane appena sfornato, sui dolci più vari fra cui si faticherà a scegliere.
E se proprio non sapete dove andare a parare (ma è difficile) puntate dritti verso O Takis, forno d’altri tempi, fra le vie Zitrou e Missaraliotou, nei pressi dell’Acropoli (anche se un po’ nascosto) dall’arredamento fiabesco e i profumi irresistibili, che, specie al mattino, fa faville…
Mentre se avrete voglia di un espresso dovrete mettere in conto di pagarlo piuttosto caso, anche 2,5€, ma se cercate bene troverete anche chi (come Coffe Island, diversi punti vendita dislocati per la città, fra cui uno sotto l’Acropoli), lo propone al prezzo stracciato di 1€!

Per dormire, un suggerimento spassionato:
Airhotel Parthenon, Makri 6: praticamente sotto l’Acropoli e all’uscita della stazione metro omonima. Pulito, funzionale, comodissimo e con colazione ottima e abbondante. 
Nonostante la premurosa e squisita disponibilità di Ilenia  (che ringrazio ancora una volta) nel darci informazioni dettagliate su come raggiungere Delfi con i mezzi pubblici, alla fine, vinti dal caldo, dalla pigrizia, dallo sbraco di essere finalmente in vacanza (e non in viaggio), abbiamo ripiegato (si fa per dire) sull'immenso, meraviglioso Teatro di
Epidauro, 


le rovine dell'antica Micene 





(passando per il Tesoro di Atreo)

e il Canale di Corinto, 

scegliendo direttamente una gita organizzata (dall’albergo), con tanto di sosta obbligata a un laboratorio di ceramiche e televendita incorporata (stile escursioni in Egitto per intenderci).
A parte la comodità di essere trasportati e disporre di una guida fin troppo logorroica, abbiamo un po’ sofferto il fatto di viaggiare in gruppo, anche se solo per una giornata.
E ciò ha forse acuito la nostra ormai conclamata sociopatia, arrivando a livelli insospettabili che hanno stupito perfino noi stessi: siamo riusciti  a dare talmente poca confidenza agli altri membri del gruppo e ci siamo tenuti così in disparte che a fine giornata una ragazza italiana per compilare un questionario di gradimento, ci ha chiesto in prestito la penna in inglese!!
Comunque, alla resa dei conti: a parte Musei e siti archeologici, non avevo aspettative sulla città di Atene e invece mi è piaciuta tanto.
Forse per la sua aria un po’ trasandata, un po’ scanzonata,

 quasi indifferente ai tesori che contiene; 

con quelle gru che impediscono la visuale completa sul Partenone praticamente da sempre: era così quando lo vidi (di sfuggita) per la prima volta  25 anni fa, è così anche ora.
Le impalcature hanno solo cambiato posto.
Non è una città in cu vivrei ma è una città che sicuramente tornerei a visitare più e più volte 

perché rappresenta uno di quei casi in cui più scavi più trovi, più scegli percorsi alternativi e poco battuti, più è in grado di riservare sorprese ed emozioni.



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