"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)

martedì 21 giugno 2016

La palla al balzo - Biscotti veg con mirtilli rossi e bacche di goji


Un rimasuglio di mirtilli rossi, un quarto di bustina di bacche di goji.
(vecchi fasti di quel plumcake lì)
Il post di Marco Bianchi che su fb, sabato mattina scrive, testualmente “Svegliato con una voglia matta di biscotti con mirtilli rossi... Mentre tutti dormivano mi sono messo all'opera!... Alla mia classica frolla ho aggiunto 80g di granella di mandorle, latte di soia al posto dell'acqua e 70g di mirtilli rossi reidratati. Cottura? 15 minuti a 180 gradi... 
Dal canto mio: svegliata (per ultima) con un sacco di cose da fare e voglia di farne manco mezza.
In più: tempo brutto.
Ma soprattutto: la ricetta della sua “classica frolla” ancora nella lista delle (migliaia di) ricette da voler provare.
Questione risolta.
Con tutto comodo, sul far della sera, dopo una giornata di ozio completo, mi metto all’opera pure io.
Ecco, questi biscotti nascono così.
Prendendo due piccioni con una fava.
Ma pure tre, quattro.
Liberare la dispensa da bustine ripiene di venti grammi di questo e 15 di quello.
Provare finalmente la famosa frolla, seppure un po’ modificata.
Trascorrere il weekend dei miei sogni a fare assolutamente niente.
A parte sfornare biscotti ;-)
(e scoprire questi: rapidissimi, superleggeri, ultrabuoni)


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E insomma, rispetto alla sua ricetta io ho soltanto sostituito il latte di soia con quello di riso e usato farina di riso integrale in luogo di quella di tipo 2. Ah sì: unito il rimasuglio di bacche di goji ai mirtilli rossi per arrivare ai 70 gr previsti!


Ingredienti (per circa 22 biscotti)
250 gr di farina di riso integrale bio
80 gr di zucchero integrale di canna
80 gr di mandorle senza pelle
60 gr di latte di riso (o di soia/avena/mandorla o acqua)
60 gr di olio di girasole
40 gr di mirtilli rossi
30 gr di bacche di goji
1 cucchiaino di lievito per dolci
Scorza di un limone non trattato

Procedimento
Come prima cosa mettere i mirtilli e le bacche in una ciotola e ricoprirli di acqua o latte per farli rinvenire
 e tritare le mandorle. 

Sciogliere lo zucchero nella dose di acqua o latte prevista dagli ingredienti,

 dopodichè aggiungerla alla farina mescolata con il lievito e la granella di mandorle. Unire anche l’olio e la scorza di limone, quindi incorporare i mirtilli e le bacche scolati  e lavorare tutto fino a ottenere un impasto omogeneo e compatto 

(tenderà a sbriciolarli ma basta insistere cercando di mantenere insieme tutte le briciole).

Coprirlo con pellicola e metterlo a riposare in frigorifero per qualche minuto (lui dice 1 ora, ma io  l’ho lasciato 10 minuti).
Preriscaldare il forno a 180°, foderare una teglia di carta forno, riprendere l'impasto dal frigo, stenderlo e ricavare i biscotti della forma desiderata. 

Cuocerli per 15 minuti e aspettare che siano freddi perché da morbidi diventino della giusta consistenza.

martedì 14 giugno 2016

Dubbi esistenziali - Torta dolce di zucchine e fiori di zucca



Ma perché in tutte le case normali si mangiano torte al cioccolato, al caramello, alla panna e da noi ciambelloni con zucchine, dolci di cicoria, biscotti di ceci e frollini di maionese?
Rimuginando sul quesito amletico, il dolce finì.
Tutto.

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Dopo l’increscioso incidente occorso al ciambellone dizucchine e cioccolato è passato tanto tempo prima che mi decidessi a rifarne uno. Altrettanto prima di stabilire che ne andasse fatta pure una versione bianca. E questa volta ci ho aggiunto anche i fiori.
Le verdure nei dolci continuano a stupirmi e affascinarmi. Non sono mai convinta del loro sapore. Fino a quando non mi metto lì, assaggio e me ne innamoro.
Nessuno indovinerà con cosa sia fatta questa torta. Ma vi diranno tutti che è buonissima ;-)


Ingredienti (per uno stampo da 24 cm)

200 gr di zucchine romanesche piccole
12 fiori di zucca
100 gr di farina integrale di farro
75 gr di farina di farro
75 gr di amido di mais
50 gr di mandorle tritate
130 gr di miele
150 ml di latte di riso
50 ml di olio di semi
1 uovo
3 cucchiaini di lievito
1 bustina di vanillina
Scorza grattugiata di 1 limone bio
Un pizzico di sale


Procedimento
Setacciare in una ciotola le farine con l’amido, il lievito e la vanillina e mescolarle con le mandorle tritate e un pizzico di sale. In un’altra ciotola versare il latte, il miele, l’olio, l’uovo sbattuto e la scorza di limone. Lavare, mondare le zucchine e grattugiarle nella ciotola dei liquidi. Pulire i fiori eliminando il pistillo e tritarne grossolanamente 8 aggiungendoli al resto. 

Unire i due composti amalgamando bene. 

versare in uno stampo oliato e infarinato e cuocere a 180° per circa 45-50 minuti facendo al prova stecchino.

Per guarnire: aprire i restanti fiori di zucca, disporli su una placca ricoperta di carta forno e spolverizzarli di zucchero a velo. Dopo aver sfornato la torta alzare la temperatura del forno a 200° e lasciarli caramellare per pochi minuti (5-7) stando attenti che non si brucino (il passaggio dal dorato al carbonizzato è rapidissimo!)

lunedì 6 giugno 2016

Il colmo dei colmi - Peperoni ripieni di quinoa


Mo te le faccio pure io le foto in situazioni assurde per poi postarle sul blog
La minaccia dell’amato bene mi giunge alle orecchie come da molto molto lontano.
Avverto la sua presenza alle spalle mentre, fra parole sparate a casaccio, pare mi stia enunciando che ha sete e vorrebbe prendersi un bicchiere d’acqua.
La concentrazione per scattare uno straccio (giusto quello) di foto è talmente alta che lo sento appena.
Ma non così totalizzante da non trovare la sua voce vagamente molesta.
Poi scatto, rispiccico l’occhio tenuto compresso per prendere la mira (che poi sarebbe l’unico con cui io veda perfettamente, che la mira io la prendo con -3.5 gradi di miopia galoppante, mica bazzecole) e faccio mente locale.
Lo guardo con aria interrogativa, un po’ truce, inconfondibilmente seccata.
Ma in effetti, se guardo me, da fuori, c’è poco di cui andar fieri.
Il carrellino della frutta, dotato di rotelle,  trascinato in mezzo a casa e posizionato direttamente sotto la lampada alogena del piccolo disimpegno.
Altro che light box e luce diffusa.
L’accesso al bagno e alla cucina sbarrati irrimediabilmente.
Io: appollaiata sul divano, le infradito abbandonate ai suoi piedi, con un piede sul bracciolo e un altro sullo schienale, incombo sul rudimentale set, in equilibrio (molto) precario con la pretesa di scattare una foto dall’alto.
Naturalmente con mano ferma, trattandosi di una macro.
Che le pretese non sono mai così eccessive, da queste parti.
Altro che cavalletto, signori.
Che poi ce l’avrei pure, ma si trova nel ripieno più alto dell’armadio e sta molto bene lì.
Vedi un po’ se ti scapicolli – lo sento ipotizzare incoraggiante.
Ecco, già la fase di scattare foto da allegare alla ricetta per me è un momento critico, tanto che se potessi allegherei uno schizzo a mano libera opportunamente scannerizzato e tanti saluti.
Che la fotografia, come si sarà capito, nella sciatteria generale del mio essere una foodblogger pe modo de dì, no signori, non è nemmeno lontanamente la mia passione.
A me già va poco e niente.
Di prendere baracca e burattini.
Allestire una specie di set.
Capire cosa voglio inquadrare.
Indovinare come devo scattare.
E la luce.
E le ombre
E il mosso
E l’inquadratura giusta.
Provare, riprovare e tirare fuori un numero congruo di foto dal quale giocoforza, daje e daje, ne scapperanno pure un paio minimamente decenti da appiccicare a una ricetta (ma non è assolutamente una certezza).
Ma se poi in tutto questo ci si mette pure lui converrete con me che la faccenda diventa irritante.
Potresti andare a bere dal rubinetto del bagno, per favore?
(del piano di sopra, visto che questo per il momento è inaccessibile e toglierti contestualmente di mezzo lasciandomi finire?)- suggerisco pazientemente omettendo giusto qualcosa.
Mi incollo casse d’acqua ogni settimana perché non è potabile e ora dovrei andarmi ad avvelenare perchè tu devi finire di fare le foto? -  mi punzecchia sempre più divertito facendomi infuriare sempre di più.
C’è una bottiglietta nella mia borsa: bevi quella!
Tengo duro, posso permettermelo.
Tralasciando che è ora di cena e che quello che sto tentando di fotografare sarebbe (more solito) il piatto che si sta inesorabilmente raffreddando e rinsecchendo.
Ma lui non ha un blog, non ha un profilo facebook, non usa twitter né whatsapp.
E' già tanto che abbia un cellulare anni '30 ancora con tasti e sportellino da aprire (quando decide che vuole rispondere)
Per il momento, la mia immagine è al sicuro.
E le sue di pretese, quelle sì assurde, possono essere perfino soddisfatte.
Sempre che trovi la bottiglietta d'acqua nella borsa 
(ma so che potrebbe lasciarsi morire di sete pur di mettersi a cercarla)
(e comunque, nella prossima vita voglio un marito fotografo che faccia le foto per me).

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La quinoa è stata una vera rivelazione. Nel dolce (quando ci ho fatto questi biscotti) come nel salato. Come consistenza assomiglia un po' al cous cous, ma il sapore è più ricco e pieno. Mi piace soprattutto per la sua versatilità.


Ingredienti (per 3 persone)

4 peperoni (2 gialli/2 rossi)
420 ml di acqua
200 gr di quinoa
30 gr di mandorle spellate
2 scalogni (o 1 porro)
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaino di curcuma
7-8 foglie di basilico
2 foglie d’alloro
Una manciata di pangrattato
Olio extravergine d’oliva
Sale
Pepe
Peperoncino in polvere


Procedimento
Sciacquare bene la quinoa e scolarla. Tagliare sottili gli scalogni e farli appassire a fuoco lento in un tegame con 3 cucchiai d’olio e lo spicchio d’aglio intero (pare che il trucco per non far bruciare la cipolla, a parte tenere il fuoco bassissimo, sia aggiungere un pizzico di sale).
Unire la quinoa, le mandorle tritate grossolanamente, la curcuma e l’alloro. Salare, irrorare con l’acqua, portare a bollore e far cuocere, coperto, per 15 minuti. Dopodichè spegnere la fiamma e, sempre a tegame coperto, lasciare riposare la quinoa per permetterle di gonfiarsi e  ammorbidirsi.


Nel frattempo mondare i peperoni, tagliarli a metà nel senso della lunghezza e privarli di semi e filamenti. Scegliere la metà di un peperone giallo e la metà di uno rosso per tagliarle a dadini e unirle al ripieno. Disporre i restanti in una teglia ricoperta di carta forno e spolverizzarli di pangrattato. Togliere dalla quinoa l’alloro e l’aglio e aggiungere le foglie di basilico tritate e le falde di peperone ridotte a cubetti. 

Riempire i peperoni livellando la superficie, 

completare con un giro d’olio e cuocere in forno già caldo a 180° per circa 30-40 minuti o finché infilzando i peperoni con una forchetta, questi risulteranno morbidi e la quinoa avrà formato in superficie una gustosa crosticina!

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