"A casa non s'arriva mai, ma dove confluiscono vie amiche, il mondo per un istante sembra casa nostra" (H.Hesse)

venerdì 28 agosto 2015

Rinfreschiamoci - Melanzane marinate con pinoli


Ma accendilo ogni tanto sto forno
Mi incoraggia preoccupato l’amato bene alla seconda sera in cui rincasando trova l’ambiente vagamente fresco, stranamente non odoroso di pietanze in cottura, sorprendentemente privo di quella luca calda e soffusa che proviene dallo sportello.
Ecco, giusto un paio di sere, per giunta di seguito, sono stata senza accenderlo.
Mai, come quest’estate.
Giornate di sole, di mare.
Giornate intere di sole e di mare, senza nemmeno rientrare per pranzo.
Poi doccia, calchi di gesso a base di doposole, che un solo strato mica basta con la pelle abbrustolita.
E poi l’idea rinfrescante.
Un tè freddo da gustare in veranda?
Un sorbetto al limone da assaporare all’ombra dell’albicocco?
Molto di più.
 “ma sì, prepariamoli i muffin per i bambini della spiaggia
I vicini di ombrellone, gli amichetti di sempre.
Che domani tornano in città, arrivederci al prossimo anno.
Poi già che c’ero, mica potevo accendere i fornelli solo per le melanzane…
E via, pure quelle in forno.
E che non si ripeta più: due sere di seguito, che follia.

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Discorsi colti al volo dal parrucchiere, parole sparse e solo vaghi indizi. Poi la messa in pratica, aggiunte personali, variazioni sostanziali e…le melanzane più buone del mondo! Vale la regola del riposo: diventano più buone col passare delle ore. 

Ingredienti
4 melanzane viola
4 cucchiai colmi di pinoli
2 spicchi d’aglio
Una manciata abbondante di prezzemolo fresco
Aceto di mele
Olio extravergine d’oliva
Peperoncino in grani
Sale


Procedimento
Tagliare le melanzane a pezzi molto grandi (considerando che si ritireranno parecchio e si rischia di ritrovarsi con un trito..) e disporle in una teglia unta d’olio senza altri condimenti. Infornare a 180° per circa mezzora/40 minuti, o fino a  quando non saranno dorate. Nel forno ventilato non sarà nemmeno necessario girarle, se non un’unica volta e molto delicatamente per non romperle.
Preparare nel frattempo una ciotola con dentro l’olio, l’aglio sbucciato e tagliato a metà, il peperoncino, due prese di sale, il prezzemolo tritato finemente e una spruzzata generosa di aceto di mele. 

Mescolare tutto, coprire e lasciare insaporire qualche ora. Quando si saranno raffreddate per bene, condire le melanzane con la marinata, da cui sarà stato tolto l’aglio (a chi piace può lasciarlo e addirittura metterlo tritato nel condimento).
Far tostare qualche secondo i pinoli in un padellino antiaderente e aggiungerli alle melanzane.







martedì 25 agosto 2015

Sfide - Fette biscottate di farro (senza uova, senza latte e senza burro)


L’ultima frontiera delle mie sperimentazioni.
E per una pigra come me non è affatto scontato.
Decidere di farle come riuscire nell’impresa.
Perchè non è proprio una di quelle cosette da fare al volo, come piace a me.
Ricette veloci, senza tanti passaggi, ma con enormi soddisfazioni, come quei famosi panini lì, tanto per capirci.
Ho anche tentato delle scorciatoie, cercando ricette di fette biscottate super rapide.
Infatti il primo tentativo è stato quasi (del tutto) fallimentare.
Non solo per colpa mia però, va detto.
La ricetta prometteva un tipo di fetta biscottata perfino senza lievito.
E il risultato, almeno in termini di sapore, non era nemmeno troppo malvagio a dire il vero.
Se non fosse che intanto il panetto di impasto non è cresciuto per niente e più che fette sono venuti fuori “crostini” (tondi) biscottati.
E poi nemmeno 40 minuti di forno a basse temperature sono serviti a biscottarli realmente.
Si ostinavano a rimanere degli ammassati, rifatti e stantii biscottini dall’aria rassegnata e per niente allettante.
Così ho mollato, strozzandomeli giù per colazione ogni mattina, così com'erano, fino ad agognato esaurimento, certa comunque che l’amato bene, che peraltro non era nemmeno il destinatario di tali leccornie ma assiste (alternativamente a dita incrociate o gufando, senzo l'umore) a ogni mio tentativo di confezionarmi cibi speciali da sola,  avrebbe perlomeno apprezzato lo sforzo, lodato il coraggio, ammirato la tenacia.
Invece…
Lo sfottò è durato giorni.
Sfotteva perfino il vezzo di aver voluto creare la variegatura a base di orzo.
già che c’eri potevi farci dei riccioli di kamut, intarsi  di ceci o scolpirci dentro  nuvolette di avena tostata
E a seguire una diabolica risata.
L’affronto era troppo grave.
Ho iniziato un sabato mattina appena aperti gli occhi: impastino/prima lievitazione.
Ricetta imparata a memoria, mosse studiatissime e via, in marcia come un soldato al fronte.
Ho proseguito 45 minuti dopo (essermi preparata per andare al mare e già con un piede fuori dalla porta): unione di tutti gli altri ingredienti/seconda lievitazione.
Ho avviato il terzo step appena rientrata all’ora di pranzo: stesura impasto/disposizione negli appositi stampi per ultima lievitazione.
Ho concluso i compitini della giornata infornando per 40 minuti e messo a riposare i bauletti di pane.
Ma già gongolavo vedendoli così cresciuti e dall’aspetto rassicurante: non potevano essere cattivi o riuscire male ormai, così paffutelli e rigogliosi come si presentavano.
 Stavolta mi sa che avevo fatto centro, ma ancora non osavo dirmelo.
E soprattutto dirlo a lui.
Certo mancava la fase più importante della biscottatura, rimandata, per prudenza, al giorno seguente.
Con quel gufo della mia metà che chiedeva a  più riprese: come vanno i crostini, stavolta?
Sghignazzando senza remore.
Ma già sentiva franare il terreno sotto i piedi, aggirandosi a naso in su per la casa pervasa da un odore di pane/biscotti/mulini bianchi.
Gliele ho fatte assaggiare appena uscite dal forno, ancora calde e fragranti.
È uno che ama scherzare lui, un provocatore nato e un goliardico.
Ma con un senso della giustizia e un’onestà d’animo molto forti.
Certo qualche fatica gli sarà costata ugualmente sgranare gli occhi, guardarmi stupito, esclamare ammirato: “Masono perfette: brava!
Musica per le mie orecchie.
Affronto lavato.



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Ho preso la ricetta qui, ed è una di quelle ricette perfette, ben spiegate  e che riescono al primo colpo suscitando moti di gratitudine infinita. L’ho riadattata alle mie esigenze sostituendo la farina di frumento con quella di farro e lo zucchero semolato con quello di canna. Inoltre ho voluto proprio strafare aggiungendo la variegatura con orzo solubile, ma quello è un passaggio facoltativo. Ecco la mia versione:

Ingredienti (per circa 30 fette biscottate/stampo per plumcake da 28-30 cm o due piccoli)

300 g di farina di farro
250 g di farina integrale di farro
60 gr di zucchero di canna
200 ml di acqua
60 ml di olio di semi di arachide o girasole
3 cucchiaini rasi di lievito di birra secco
un cucchiaino di miele
un cucchiaino raso di sale

+ 3 cucchiaini di orzo solubile per la variegatura (facoltativo)

Procedimento 

1. Come prima cosa preparare il lievitino con 90 g di farina di farro presi dal totale, 100 ml di acqua tiepida e un cucchiaino di miele. Mescolare per bene in una ciotola, ottenendo un composto omogeneo e privo di grumi e fare riposare per circa ¾ d’ora-1 ora coperto con pellicola.

2. Trascorso questo tempo, riprendere il lievitino e mescolarlo a tutti gli altri ingredienti tranne il sale (nella macchina del pane se se ne possiede una, o lavorando a mano, come nel mio caso).
Lavorare il composto fino a quando non sarà ben liscio ed omogeneo. In ultimo unire anche il cucchiaio di sale, lavorando ancora un po’. Far lievitare fino a completo raddoppio (circa un paio d’ore).


3. A questo punto prelevare una piccola porzione di impasto (meno di un quarto) e “sporcarlo” con l’orzo solubile impastando bene per farlo amalgamare (questo passaggio è del tutto facoltativo e si può tranquillamente saltare).

Stendere il resto dell’impasto su un piano leggermente infarinato, cercando di formare un rettangolo e disporvi al centro quello scuro steso a sua volta, facendo aderire bene le due parti.

 Arrotolare per il senso della lunghezza e formare un filoncino, avendo cura di lasciare la parte sigillata sotto.
Sistemarlo in uno stampo da plumcake grande o dividerlo in due piccoli, comunque il filoncino deve entrare perfettamente nello senso della lunghezza.

Fare lievitare ancora fino a quando non raggiungerà il bordo dello stampo (…o va molto oltre, come nel mio caso)


4. Trascorso il tempo necessario cuocere, in forno preriscaldato,  a 180° per circa 40 minuti.
Quando la superficie sarà ben dorata, sfornare e lasciare raffreddare completamente. Dopodiché estrarre dallo stampo, coprire con canovaccio e fare riposare il filoncino per un giorno circa (l'assaggio è d'obbligo e saranno buonissime anche così).



5. Trascorse le ore di riposo, tagliare il filoncino con un coltello seghettato in tante fette di circa 1/2 o 1 cm di spessore.


Disporre tutte le fette su una leccarda da forno

 e tostarle a 150°  ( tra i 15 e i 20 minuti per lato, secondo il forno; questo passaggio è il più delicato: non esagerare perché una volta fredde tenderanno a indurire ulteriormente). Sfornare, fare raffreddare e conservate le fette biscottate in una scatola di latta o bustine per alimenti….e buona colazione!


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